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mercoledì 25 luglio 2012

Edimburgo precede Londra: "Presto nozze gay"


Volata in avanti sui matrimoni gay. Mentre in Italia la questione fa esplodere la lite all’interno del Pd, dopo il via libera della Francia (dal 2013) anche il Regno Unito si avvicina sempre di più all’obiettivo. A fare da apripista il governo autonomo della Scozia guidata dal premier Alex Salmond. La vice premier Nicola Sturgeon ha annunciato che l’esecutivo di Edimburgo presenterà in Parlamento, entro la fine dell’anno, una proposta per legalizzare le nozze tra omosessuali.
L’esito appare scontato sia per i numeri - la maggioranza schiacciante che ha lo Scottish National Party (Snp) in Aula - sia per il consenso trasversale che la formalizzazione delle unioni tra gay riscuote tra le forze politiche e nell’opinione pubblica, che è stata oggetto di consultazioni, con sondaggi su circa 80mila persone.
La strada sembra spianata, con Edimburgo che fa sgambetto a Londra anticipando un provvedimento che lo stesso premier britannico David Cameron ritiene ormai un passo obbligato. Un passo che tuttavia lo pone in scontro con la Chiesa d’Inghilterra. Così oggi il primo ministro, con un linguaggio insolitamente irriverente, ha esortato i vertici religiosi anglicani a “svegliarsi” sulla realtà delle nozze gay, aggiungendo che si tratta di “una cosa in cui credo appassionatamente”. “Se il matrimonio va bene per me, il matrimonio deve andar bene per tutti e noi faremo una legge in proposito”, ha promesso il capo di governo a un ricevimento di associazioni per la parità dei diritti dei gay.
Ma la questione rischia di incrinare definitivamente i rapporti tra il governo di coalizione Tory-Libdem e la Chiesa d’Inghilterra, che solo un mese fa ha avvertito Cameron: se l’esecutivo darà il via libere alle nozze omosessuali, sarà rottura con lo Stato, uno scisma bis in base al quale la Chiesa smetterà di celebrare matrimoni per conto dello Stato.

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