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domenica 29 luglio 2012

Siria, Aleppo messa a ferro e fuoco Terzi: in arrivo in Italia i nostridue tecnici

'Sono finalmente al sicuro', ha annunciato il ministro. Solo ieri i morti nel territorio sono stati 168. Oggi duri scontri ad Aleppo. Appello del Papa: 'Basta violenze'

Con un 'uragano di fuoco dal cielo e da terra' che si e' abbattuto ieri su Aleppo, l'offensiva, che la comunita' internazionale teme possa produrre un'ecatombe in Siria, e' scattata. Intanto sono sulla via del rientro i due tecnici italiani, Oriano Cantani e Domenico Tedeschi. I due sono al sicuro e stanno tornando in Italia, come ha assicurato il ministro degli esteri Giulio Terzi.

Da risolvere pero' il giallo nato intorno al loro caso. Sabato infatti i due erano comparsi alla tv di Stato che aveva annunciato il rilascio degli italiani 'rapiti da terroristi e liberati dall'esercito governativo'.

'Sono finalmente al sicuro e stanno facendo rientro in Italia', ha detto il titolare della Farnesina, annunciando cosi' la definitiva conclusione della vicenda dei due tecnici fermati in Siria e sottolineando la 'grandissima soddisfazione' per la positiva soluzione della vicenda.

Sangue ad Aleppo
Intanto violenti combattimenti sono in corso ad Aleppo nei quartieri di Bab Al Hadeed, Al Zahra', Al Arkoub e Mukhayam Al Handarat, come riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, spiegando che in diverse aree della citta' si sentono forti esplosioni e che elicotteri stanno sorvolando i quartieri di Salaheddine e Saif Al Dawla.

Secondo un primo bilancio dell'Osservatorio ieri in Siria i morti sono stati 168 morti, 94 dei quali civili, 33 ribelli e 41 soldati. La maggior parte delle vittime ad Aleppo.

Il Papa: 'Basta sangue in Siria'
Dopo l'ennesima strage di civili in Siria, il Santo Padre invoca uno stop alla 'violenza e allo spargimento di sangue' in Siria. Il Papa rivolge un 'pressante appello' in tal senso e invita a 'non risparmiare alcuno sforzo nella ricerca della pace, anche da parte della comunita' internazionale', con 'dialogo e riconciliazione' per 'un'adeguata soluzione politica del conflitto'.

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